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Ascella - botanica

ASCELLA

Etimologia : dal latino axilla (da cui il tardo ascella) / secondo alcuni forma dim. del termine “ala” , secondo altri "ala" deriverebbe invece a sua volta da axilla / entrambe per deriv. dalla radice ag - , che esprime una serie di azioni che hanno a che vedere con il condurre, il muovere e, più in generale, l’agire su degli oggetti (da cui la voce verbale greca ἄγω/ἄγειν , agō/agein , analoga al latino ago/agere), da cui anche il greco  ἀκχος  , akchós con identico signif. di ascella-ala /.
Angolo superiore che un organo vegetale forma con l’asse dell’elemento generatore portante su cui va ad inserirsi [ad esempio, la foglia e la parte del caule immediatamente superiore al punto in cui la foglia stessa s’inserisce, un ramo o un rametto sottile (ovvero un picciolo) ed il fusto da cui nascono, ecc.].
Spesso in tali punti si possono ritrovare gemme da cui si sviluppano infiorescenze o diramazioni secondarie del fusto (ad es., nell’Ambrosia artemisiifolia L., 1753 i fiori maschili sono portati nella parte terminale degli steli mentre quelli femminili all'ascella delle foglie superiori; nelle Orchidaceae, i fiori sono riuniti in infiorescenze che sono terminali al fusto nelle orchidee terrestri e invece ascellari nelle forme epifite che trovano sostegno su altre piante).
Se l’angolo è formato da una foglia, esso sarà ottuso se la foglia è riflessa, retto se la foglia è patente, acuto se la foglia è appressata.