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Armillaria mellea

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ARMILLARIA MELLEA

CARATTERISTICHE MORFOLOGICHE
CAPPELLO: 4-7(15) cm, abbastanza carnoso, prima emisferico o conico-ottuso, poi convesso e più o meno aperto, quasi sempre leggermente umbonato; il colore è variabilissimo ed è influenzato dalla pianta ospite: dal giallo-miele al marrone-cupo, al grigio-verdastro o bruno rossastro.
LAMELLE: non molto fitte, ineguali, prolungate per un dente sul gambo, biancastre, giallastre o brunastre, alla fine macchiate di rosso scuro.
GAMBO: 5-12(20) x 1-2,7 cm, cilindrico o ingrossato alla base, tenace, fibroso, farcito, poi cavo, pallido in alto, brunastro al centro, bruno-olivastro in basso, leggermente fioccoso. Anello molto evidente e persistente, grosso, superiormente striato, fioccoso sotto, tipicamente bianco.
CARNE: bianca o pallida, soda, tenace nel gambo. Odore fungino appena percettibile; sapore amarognolo.
SPORE: bianche.

HABITAT: cresce in famiglie in autunno sui tronchi degli alberi di diverse latifoglie e conifere. Specie molto comune e conosciuta. Il suo micelio è molto nocivo alle piante di cui è considerato un parassita.
COMMESTIBILITA': buono ma tossico da crudo. Difatti contiene tossine di natura proteica ("emolisine") termolabili a 65–70 °C che si inattivano facendo bollire il fungo in acqua per 10-15 minuti. L'acqua di cottura va sempre buttata. Quando viene cotto, il fungo assume una colorazione scura. Nella cottura secerne un liquido viscoso che può risultare leggermente tossico: si consiglia pertanto una prebollitura.
Da adulto utilizzare solo il cappello perché il gambo è troppo fibroso.
Sono stati registrati inoltre casi di disturbi gastrointestinali, di breve latenza, procurati da esemplari di A. mellea congelati a fresco, ovvero senza preventiva cottura. Si pensa che con la congelazione le "emolisine" vengano fissate nella struttura fungina e, pertanto, anche se poi si scongelano i funghi in maniera corretta e si cuociono successivamente attraverso una prolungata cottura, tali principi attivi non vengano smaltiti completamente. Questo fenomeno si registra anche in caso di gelate notturne, per cui è generalmente sconsigliato raccogliere questa specie e le specie affini se la temperatura è scesa sotto lo zero nei giorni immediatamente precedenti il ritrovamento.

Diversi composti bioattivi sono stati isolati e identificati dai corpi fruttiferi. I triterpeni 3beta-hydroxyglutin-5-ene, friedelane-2α, 3β-diol e friedelin sono stati segnalati nel 2011. I composti indoli includono triptamina, L-triptofano e serotonina.

L’Armillaria mellea è un fungo parassita.