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Aristogene

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ARISTOGENE

Aristogene (in greco antico: Ἀριστογένης, Aristogénes) (medico greco, IV sec. a.C.).
Ritroviamo almeno quattro medici che in età antica portarono questo nome “Aristogene”. Un Aristogene medico viene citato da Aristotele ma, come detto, vi è contezza di almeno quattro persone di tale nome che esercitarono all’epoca la professione di medico e noi ad oggi non sappiamo, tra questi, colui il quale fu medico di Antigono Gonata e trattò le teorie di Empedocle.
Sia Celso che Plinio il Vecchio menzionano un medico di nome “Aristogene”, che potrebbe essere la stessa persona, però non vi sono ad oggi elementi per indicarlo con certezza.
Anche Ermippo di Smirne di Berito (II sec. d.C.) – contemporaneo dell’imperatore Adriano - fa una citazione di “Aristogene” nei suoi scritti, e lo cita insieme ad altri poeti e filosofi.

ARISTOGENE di Cnido

Aristogene (in greco antico: Ἀριστογένης, Aristogénes) di Cnido (medico greco, Cnido, Anatolia, IV sec. a.C.).
Secondo la Suda, a Cnido esistette un medico di nome Aristogene, il quale fu alle dipendenze di Crisippo (di Cnido). Ritroviamo però un’altra citazione di un Aristogene medico a Cnido, da parte di Galeno, il quale però afferma che questi ebbe un medico di nome Crisippo alle proprie dipendenze. Non dobbiamo meravigliarci di tali apparenti incongruenze, in quanto pare che a Cnido – e particolarmente nella famiglia di Crisippo – siano esistiti due o anche tre medici che portarono lo stesso nome; appartenendo essi anche alla stessa genealogia, il primo - vissuto intorno al IV sec. a.C., amico e scolaro di Eudosso (di Cnido) – lo troviamo seguito dal secondo, nipote del primo e maestro di Erasistrato di Ceo, fiorito invece intorno all’inizio del III sec. a.C. (v. “Chrysippos” in M. Wellmann / Pauly-Wissowa / III, coll. 2509-10) (A. Momigliano, V contributo alla storia degli studi classici e del mondo antico, T. II, Roma, 1975).
Diogene Laerzio (VIII, 89) lo dice discepolo di Eudosso e di Filistione, dal momento che con questo nome erano conosciuti vari medici (sappiamo infatti che lo stesso Diogene Laerzio era a conoscenza anche di un altro Crisippo, nipote di Eudosso, autore di un trattato sulla cura degli occhi).
Seguendo poi la traccia di Galeno (Gal., de Ven. Sect. adv. Erasistr. Rom. Deg. c. 2, de Cur. Rat. per Ven. Sect. c. 2, vol. xi. pp. 197, 252), tale suo “Aristogene” ebbe uno scolaro di nome “Crisippo” (probabilmente il nipote del primo Crisippo, suo padrone) ed a sua volta prese in cura il re di Macedonia Antigono II Gonata (319 a.C. – 239 a.C.) - figlio di Demetrio I Poliorcete -, il quale regnò sulla Macedonia dal 276 a.C. alla morte, con una breve interruzione nel 274-273 a.C.. Tale cronologia viene confermata anche dallo storico Wellmann, il quale afferma che un medico di nome Aristogene è conosciuto solo come contemporaneo del re di Macedonia Antigono Gonata, il quale appunto fu re dal 276 al 239 a.C..
Probabilmente fu l’Aristogene originario di Cnido ad essere stato l’autore di un’opera dal titolo “Pneuma”. Per una differente identificazione con tale Aristogene, vedi gli storici Abraham P. Bos e Rein Ferwerda, i quali hanno scritto un saggio sul Pneuma nell’età di Aristotele e suoi suoi predecessori (Aristotle, on the Life-bearing Spirit, De Spiritu: A Discussion With Plato and His Predecessors on Pneuma As the Instrumental Body of the Soul, 12 dic. 2007). Aristogene pensava che l’aria fosse “digerita” nei polmoni, quindi distribuita nei ricettacoli ed infine i residui eliminati [v. a tal proposito: Ps-Arist., Spir. 2 (de Spiritu), 481a28-b1].
Come fanno notare gli autori Bos e Ferwerda (v. amplius il saggio di cui prima), A. Roselli sottolinea che il pneuma di questo Aristogene non serve lo scopo della refrigerazione, vale a dire che l’aria che utilizza l’uomo introducendola nei polmoni sembra solo strumentale al corpo per il meccanismo della respirazione. La teoria del pneuma di Aristogene si basa sull’ipotesi di un fenomeno “innato” nell’uomo, che non si basa sulla concozione di cibo e sangue bensì sul calore vitale alimentato dall’aria inalata, dopo che quest’aria stessa è stata digerita. E pare che tale ultima teoria si trovi in contrasto evidente con le argomentazioni aristoteliche. Tutto ciò, nella credenza che l’aria inspirata venga digerita nei polmoni e sia soffio vitale per l’uomo.
Su questa teoria di Aristogene e sulla teoria dello spirito e del pneuma nelle costruzioni aristoteliche e platoniche, Bos e Ferwerda, nel loro libro su citato (Boston, 2008), sono andati muovendo le loro “obiezioni” facendo altresì rilevare come le eccezioni mosse dagli altri studiosi, anche se non negabili, rimangono tuttavia non provate (v. ad es. A. Roselli).

ARISTOGENE di Taso

Aristogene (in greco antico: Ἀριστογένης, Aristogénes) di Taso (medico greco, Taso, Isole Egee, Grecia, IV sec. a.C.).
Hardouin – come cita William Smith nel suo Dizionario della Biografia e Mitologia Greca e Romana – avanza l’ipotesi che la Suda citi in fondo lo stesso medico, la prima volta come nativo di Cnido e la seconda per aver preso la sua residenza presso l’isola di Taso (Fabric., Bibl. Gr. vol. xiii, p. 83, ed. vet.; Kühn, Additam. ad Elenchum Medicor. Veter. A Jo. A.Fabricio, & c.exhibitum, Lips. 1826, 4 to., fascic. iii. p. 10). Indipendentemente dalla veridicità di tale ipotesi – che ad oggi tale rimane in mancanza di elementi di novità – possiamo affermare che fu l’Aristogene medico di Taso a scrivere parecchie opere a carattere medico, di cui sono conservati alcuni titoli.

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