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APOLLONIO di Cizio (I sec. a.C.)

APOLLONIO di Cizio

Apollònio di Cizio (o di Kition) (in greco  Απολλώνιος   ο Κιτιεύς) (medico alessandrino, I sec. a.C.).
Fu attivo intorno alla metà del I secolo a.C.. Dopo avere studiato medicina ad Alessandria sotto il chirurgo Zopiro (del quale lodò le pratiche di medicina proprio come il "più divino" Ippocrate), visse ed esercitò la medicina a Cizio (Kition) (oggi Larnaca, nell'isola di Cipro).
Un'altra teoria è che abbia studiato medicina a Kition (anche se al momento non risulta che vi esistesse una scuola di medicina).
La fama di Apollonio era diffusa in tutto il mondo greco antico tanto da essere considerato il più importante di tutti i medici ciprioti.
Seguace dell'indirizzo empirico, polemizzò contro i fautori di Erofilo. La sua opera terapeutica e quella in cui criticava Eraclide di Taranto sono andate perdute.
La Scuola Empirica è stata una scuola medica antica, fiorita nell'antica Grecia e nel mondo romano. I membri della scuola erano detti Empirici (greco: Ἐμπειρικοί) dalla parola empeiria (ἐμπειρία, “esperienza”) in quanto derivavano la loro conoscenza medica dalla sola esperienza; nel far ciò si ponevano in netto contrasto con la Scuola Dogmatica.
Anche se in primo luogo un medico, Apollonio aveva interesse agli interventi chirurgici ed ai traumi.
Scrisse diversi libri ma l’unico che ci è pervenuto è il Peri Arthron ( Περὶ Ἄρθρων ) sulle giunture che è un commentario relativo al trattato ippocratico “Sulle articolazioni”. Questo libro fu scritto a Cipro con il patrocinio del re Ptolemaius (Tolomeo di Cipro - c. 81-58 a.C.) e nell’introduzione al commento Ippocrate viene onorato, per fama e grandezza, con l’appellativo di θειοτατου , “sommamente divino”.
E’ diviso in tre parti scritte in tempi diversi. La prima parte tratta delle lussazioni della spalla, la seconda di quelle del gomito, del polso, della mascella e della colonna vertebrale, mentre la terza ed ultima parte delle dislocazioni degli arti inferiori. Il libro comprende 30 immagini dipinte a mano, ritenute copie fatte dal libro originale scritto da Ippocrate stesso. Una copia di questo lavoro di età bizantina [la collezione di Niceta (dal nome del dottore-mecenate che ne mise insieme i testi e la commissionò) è ora conservata nella Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze (Laur. Plut. - Codex LXXIV.7) mentre un'altra copia (Paris Gr. 2248) attualmente si trova a Parigi presso la Bibliothèque nationale de France (v. Niceta)].
Questo Trattato (che è una riproposizione aggiornata del trattato ippocratico) è l'unico trattato medico di epoca ellenistica esistente – in particolare della Scuola Empirica - e conserva anche materiale significativo circa le sette dei medici ellenistici, gli empiristi ed i razionalisti, e la figura di Ippocrate nel periodo ellenistico.
Sul piano dell’intervento pratico, Apollonio accoglie le strumentazioni ippocratiche per il riposizionamento delle vertebre dislocate, la riduzione delle fratture e per la risoluzione delle lussazioni (a testa in giù, così si risolvevano le lussazioni secondo il medico greco Apollonio di Cizio), il quale sottolinea il fatto positivo che Ippocrate avesse registrato una soluzione strumentale in accordo con la struttura naturale del corpo.
Qui dimostra di essere un idolatra di Ippocrate e si scaglia apertamente contro Hegetor, un medico alessandrino vissuto dopo Erofilo e prima di lui, il quale aveva criticato il nichilismo eziologico degli empiristi; ed attraverso di lui Apollonio critica lo stesso Erofilo ed i suoi seguaci.
Poi, alla critica specifica di Hegetor (un medico razionalista) che aveva negato che il femore potesse essere ripristinato con successo attraverso la macchina ippocratica, Apollonio sostiene che il femore poteva invece essere resettato. Per lui le teorie più recenti e le innovazioni meccaniche in medicina non avrebbero portato ad un miglioramento della terapia. Secondo Apollonio non avrebbe potuto esserci “…un modo migliore per impostare l’articolazione…” “…perseguendo operazioni impossibili… Hegetor ha errato non solo in questo, ma ha portato gli amici medici fuori strada con lui. In nessun modo egli ha sconfitto quello che Ippocrate dice nelle articolazioni, ma dalla sua stessa inconsistenza fa un proposta sciocca in quanto sopra.”.
Ciò a cui guarda Apollonio è principalmente l'esperienza pratica (empeiria) necessaria per il successo del trattamento delle lussazioni. Egli non ha alcun bisogno quindi di modernizzare la panchina di Ippocrate. Qui però molti studiosi si chiedono se Apollonio si comporti o meno da medico empirico o piuttosto da un appartenente ad una setta ippocratica difendendo senza indugio Ippocrate nei cui confronti sembra mostrare una particolare possessività anche laddove attacca Baccheo di Tanagra (discepolo di Erofilo) che era stato il primo commentatore delle opere ippocratiche affermando che non aveva ben capito il testo ippocratico.
La contesa, quindi, in ultima analisi, si integra nel contesto sociale ed intellettuale della controversia tra le sette dei medici ellenistici.
Erodiano afferma che Apollonio avesse scritto, da solo o come co-autore,  un totale di 21 libri, tra cui uno sull’epilessia, alcuni studi sugli effetti negativi dell’alcol, elaborando il tipo di voce prodotta durante lo stato di ubriacamento ed un trattato di terapia generale (curationes), che non ci sono pervenuti. La sua opera fu commentata positivamente da Strabone, Cicerone e Dioscoride. Celio Aureliano ne parla attribuendogli la tesi di considerare la melancholia alla stregua della mania, seguendo d’altronde la tendenza dei tempi. Ad Apollonio sono attribuiti alcuni frammenti di ricette del tempo della scuola di Zopiro.

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