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Antifane di Delo

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ANTIFANE di Delo

Antifane (in greco: Ἀντιφάνης) di Delo (in greco: Δῆλος) (medico greco, arcipelago delle Cicladi, Grecia, II sec. d.C.).
Le uniche fonti – peraltro autorevoli – che lo citano sono Galeno (De Compos. Medicam. sec. Locos, v. 5, vol. xii. p. 877) e Celio Aureliano (De Morb. Chron. iv. 8, p. 537) nonché Tito Flavio Clemente - meglio conosciuto come Clemente Alessandrino -, il quale dice che abbia affermato che “le uniche cause di malattia nell’uomo erano l’eccessiva varietà dei suoi cibi” (Paedag. ii. 1, p. 140).
Queste costumanze sono ricordate da Tommaso Maria Mamachi (al secolo Francesco Saverio) nel suo libro sui costumi dei primitivi cristiani (DE’ COSTUMI DE’ PRIMITIVI CRISTIANI), di cui al testo che segue. Difatti, coloro ai quali non piace la verità, e che ritengono esecrabile, a causa della loro multiforme vanagloria, un’alimentazione moderata, sono usi procacciarsi cibi per la loro alimentazione persino da oltre i mari.

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