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Andropausa

ANDROPAUSA

Etimologia : dal greco ἀνήρ, (anēr), gen. ἀνδρός (andros) , “uomo”   +    παῦσις  ,   pausis  “fermata, cessazione” / o formato sull’imperat.   aoristo παῦσαι  , pafsai  "férmati"  di παύω   , pauō  “cessare, far cessare” /.
Processo in cui l’uomo esaurisce le proprie capacità riproduttive a seguito dell’instaurarsi di un diverso equilibrio ormonale.
Statisticamente pochi uomini entrano nella fase in cui cessa completamente la loro capacità riproduttiva per cui il processo dell’andropausa non è né scontato né ben definibile nei suoi termini come avviene invece per la menopausa per le donne.
Se si manifesta, quindi, viene in genere identificata col calo dell’ormone maschile del testosterone, il che non impedisce una normale attività sessuale.
Di solito la sindrome dell’ipogonadismo si instaura dopo i 60 anni di età, ed in concomitanza con diversi fattori quali il sovrappeso e la sedentarietà : maggiori sono i chili in eccesso, minori i livelli di testosterone e più alta la possibilità di sviluppo di questa particolare condizione ormonale.
I principali fattori di rischio per questa malattia sono il diabete, l'obesità (nei soggetti obesi nel tessuto adiposo, ed in modo particolare in quello localizzato a livello addominale, si concentra infatti un enzima, chiamato aromatasi, che opera la conversione del testosterone in estradiolo), l’ipercolesterolemia LDL, il fumo.
Siccome il testosterone ha influenza anche su diverse funzioni e dinamiche metaboliche, cardiovascolari, psichiche e comportamentali dell’individuo, un suo calo non ha effetti diretti sulla sola attività sessuale (con problemi di erezione, calo della libido e riduzione del volume dell’eiaculato) ma predispone anche ad una certa debolezza generale e fragilità ossea, depressione, irritabilità, anemia, insonnia o altri disturbi del sonno.
Essendo però sintomi molto variegati tra loro che possono essere facilmente confusi con gli effetti dell’invecchiamento (ed in alcuni casi con quelli dell’ipotiroidismo), non è mai semplice diagnosticare tale sindrome alla quale recentemente si preferisce sempre più spesso sostituire l’espressione medica "sindrome da carenza di androgeni nella terza età".
Terapie e fitoterapie
Trattandosi nellla maggior parte dei casi di una condizione assolutamente fisiologica, essa si può prevenire o attenuare attraverso uno stile di vita più salutare caratterizzato da attività fisica moderata ed una dieta equilibrata.
Una terapia ormonale sostitutiva (come avviene per le donne) può avere, tra l’altro, conseguenze tumorali a livello uro-genitale in persone predisposte.
Per l’andropausa la medicina naturale consiglia il consumo di serenoa repens (o Sabal serrulata), semi di zucca ed ortica attraverso la fitoterapia. La serenoa, secondo recenti studi medici, sarebbe in grado insieme all’ortica di inibire l’enzima responsabile della disgregazione del testosterone. I semi di zucca, invece, grazie al loro contenuto di vitamina E, zinco ed acidi grassi sarebbero in grado di combattere efficacemente l’incontinenza e le infiammazioni urinarie migliorando nel contempo la funzionalità dei muscoli della vescica.