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ANASSILAO di Larissa

ANASSILAO di Larissa

Anassilào di Larissa (Anassilao dal gr. ᾿Αναξíλαος , lat. Anaxilāus) (medico naturalista e filosofo, I sec. a.C.).
Originario della Tessaglia, Grecia, visse a Roma sotto l’Impero di Augusto.
Studiò scienze naturali e medicina. Fu anche seguace delle dottrine neopitagoriche. Plinio il Vecchio cita un’opera (παίγνια , “paignia”) - purtroppo non pervenutaci e che attribuisce ad Anassilao - che rappresenta un vero e proprio repertorio di “trucchi” o “giochi magici”, con giochi di trasformazione cromatica ed espressioni divertenti; in essa sarebbero anche state studiate e trascritte le proprietà di erbe, di farmaci derivati da minerali e di altre sostanze.
Le sue ricerche gli furono però fatali: secondo Eusebio, nel 28 a.C., su ordine di Augusto, fu bandito dall’Urbe con l'accusa di aver esercitato arti magiche, in palese sovversione dell’ordine costituito.
Qualche anno dopo, nella stessa Roma, la παίγνια di Anassilao sarebbe diventata una fonte a cui avrebbero attinto lo stesso Plinio nella sua Naturalis historia e, forse, Quinto Sestio Niger. Secondo Plinio, che lo cita spesso, sarebbe arrivato ad ingegnarsi ad una “fiaccola infernale” - molto simile all’inganno di Marco (detto il Mago) – che, utilizzando lo zolfo, riusciva a diffondere luce in posti bui. Ancora, cita l’uso che faceva di intrugli enteogeni e sostanze varie dalle proprietà narcotiche, erotiche ed allucinogene e la sua conoscenza di droghe e veleni, utilizzati anche a scopo terapeutico (tra cui la cicuta).
In seguito, la sua figura sarebbe stata associata a quella di un mago e di un ciarlatano, i suoi “trucchi” associati definitivamente a cerchie pseudo-misteriche.