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AMMONIACA - INTOSSICAZIONE

AMMONIACA

Può causare gravi intossicazioni chimiche ed in tali casi si raccomanda :

a) Chiamare per prima cosa il 118
b) Contattare i Centri Antiveleni

- vedi elenco al seguente indirizzo:

http://ilmedicodifamiglia.altervista.org/avvelenamenti-centri-antiveleni.html

 

  • Formula ammoniaca
  • Formula struttura ammoniaca
  • Modello molecolare ammoniaca

Etimologia : dall’agg. latino ammōnĭăcus  o  hammoniacus  , ammoniaco   –  dal greco ἀμμωνιακός  , ammoniakos  “di Ammone”, perché anticamente il sale ammoniaco si raccoglieva presso il tempio del dio egiziano Ammone, in Libia.
L'ammoniaca è un composto dell'azoto di formula chimica NH3. Si presenta come un gas incolore, tossico, dall'odore pungente caratteristico. Molto solubile in acqua cui conferisce una netta basicità.
L’ammoniaca (formula NH3) originariamente si presenta come un gas incolore meno pesante dell’aria, facilmente liquefattibile ed estremamente solubile in acqua.
La maggior parte dell’ammoniaca e dei sali ammoniacali viene sintetizzata nel fegato e trasformata in urea; essi solo in minima parte vengono eliminati inalterati con le urine; se iniettati, producono eccitamento del sistema nervoso centrale e abbassamento della pressione sanguigna.
L'ammoniaca comune, adoperata come detergente per uso domestico in soluzione acquosa (circa dal 5 al 25%), rappresenta statisticamente uno dei principali responsabili di infortuni casalinghi.
INTOSSICAZIONE E SINTOMI
L’ammoniaca agisce come un alcali caustico. In soluzione, per la sua azione locale, può causare ulcerazioni, necrosi da coagulazione degli elementi cellulari e forte irritazione sia degli occhi che delle vie respiratorie, a volte con edema polmonare, edema della laringe o spasmo della glottide.
L'eventuale edema polmonare si manifesta dopo alcune ore dall'esposizione.
Tali eventi dipendono dall’interazione di tale composto con l’acqua dei tessuti cui segue la formazione di idrossido di ammonio. Tale reazione produce calore (cosiddetta reazione esotermica) provocando una bruciatura dei tessuti stessi.
Se inalata allo stato gassoso, induce irritazioni sulla delicata mucosa respiratoria seguite da reazione infiammatoria. Queste alterazioni anatomiche sono generalmente espresse in sintomi quali un difficoltoso respiro, bruciore retrosternale (tracheale), dispnea e a volte asfissia. Si può inoltre riscontrare eccitazione dei centri nervosi con polso frequente e pressione bassa.
PRIMO SOCCORSO E PRONTO SOCCORSO
Nel caso di contatto con gli occhi, occorre lavare subito con acqua corrente per almeno 15 minuti, mantenendo le palpebre aperte e ruotando lentamente i bulbi oculari.
Nel caso di inalazione, occorre porsi distesi e a riposo in ambiente aerato.
Vi può essere tosse anche insistente, stridore respirativo, sibili, polmonite.
In tali casi e in caso di perdita di conoscenza ma respiro presente va somministrato ossigeno umidificato a bassa pressione e broncodilatatori; in assenza di respiro, è necessario praticare la respirazione artificiale e quindi somministrare ossigeno.
In caso di ingestione, occorre sciacquare la bocca con acqua, NON BISOGNA ASSOLUTAMENTE PROVOCARE IL VOMITO (per evitare la riesposizione dell'esofago al caustico), eventualmente ingerire albume d'uovo, olio vegetale o 1 bicchiere di acqua con aceto (1 cucchiaio).
Sono pericolose le lavande gastriche: migliore perciò la neutralizzazione chimica con acidi; contro le irritazioni delle mucose vanno praticate vaporizzazioni con acqua, inalazioni di acido acetico e di oli medicati.
Contro il collasso circolatorio, i sintomi nervosi, i dolori, vale il trattamento sintomatico (cardiocinetici, calmanti, cortisone, ecc.).