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ALCMEONE di Crotone

Alcmeone di Crotone (in greco Ἀλκμαίων  ,  Alkmaiōn )  - (filosofo, medico e naturalista greco,  VI - V sec. a.C.).
Figlio di Pirito (1), troviamo cenni della sua esistenza in Aristotele (2) e in Erodoto, dal quale traspare anche che la Scuola medica di Crotone fosse giunta ai suoi tempi all'apogeo della sua fama: “I medici di Crotone sono i primi nel mondo, secondi sono quelli di Cirene” (III libro delle Storie, cap. 131, Erodoto).
Calcidio lo dice padre dell'anatomia umana; a lui si attribuisce la scoperta della tuba uditiva (c.d. tromba di Eustachio) e dei nervi ottici ed il funzionamento rudimentale che i nervi potevano avere intuendo anche le loro funzioni motorie; affermò per primo che nel grembo materno si forma la testa come prima parte di un feto.  È ricordato anche per aver posto nel cervello il motore e l'organo della vita spirituale dell'uomo, sede prima di formazione delle sensazioni (l'uomo sente tramite l'orecchio, ma capisce tramite il cervello, gli animali sentono ma non capiscono perché non dotati del cervello umano: idea dello xuniemi, del comprendere visto come "prendere assieme", in cui i singoli organi erano deputati a raccogliere e connettere). Era credenza generale che l'organo fondamentale fosse il fegato o il cuore, mentre il cervello non fu mai preso in considerazione, in quanto organo insensibile. Vi era pertanto una inscindibilità e complementarietà tra corpo ed anima; pur tuttavia l’uomo non era in grado di arrivare alla verità assoluta, ché era cosa degli dei (sapheneian) ma poteva solo fornire congetture (tekmairesthai). In questo ed in una concezione meno oligarchica del sapere le differenze sostanziali con lo spirito della dottrina pitagorica con cui Alcmeone condivideva invece il metodo scientifico.
Secondo Alcmeone l’anima era immortale in quanto in essa era insito un costante moto circolare.
Fondò il concetto della "isogonia", cioè del perfetto accordo (= salute) di tutte le sostanze che compongono il corpo umano.  Egli interpretò il corpo umano in analogia col funzionamento della politica: per lui infatti la salute corrispondeva alla democrazia (più in particolare Alcmeone parla di "isonomia", uguaglianza di leggi), mentre la malattia alla monarchia. Ogni fenomeno era frutto del concorso di qualità e potenze opposte tra loro di modo che il loro equilibrio generava salute ed il loro squilibrio, col prevalere di una di esse sull’altra, la malattia (“…umido e secco, freddo e caldo, dolce e amaro … il predominio di una di esse genera malattie, la salute è mescolanza proporzionata delle qualità…").
Alcmeone quindi cominciò a mettere in relazione le malattie con il mondo esterno che circondava il malato.
Prima della Scuola di Crotone si riteneva comunemente che le malattie fossero dovute all'influsso di oscure divinità maligne e le terapie per curare i mali rasentavano il misticismo e la superstizione. Maghi, esorcisti e guaritori utilizzavano rimedi naturali o immaginifici per "curare" varie patologie. Con Alcmeone nacque l'anatomia e la fisiologia e si ebbe il trionfo della medicina scientifica con l’affermazione che le malattie dipendevano da processi puramente naturali e chimici. Nacquero così il ragionamento critico e le prime speculazioni filosofiche, basate su studi naturalistici e biologici.
Secondo Favorino, Diogene Laerzio ed altri, avrebbe scritto il trattato  “ Περὶ ϕύσεως “ (Perí phýseøs  "Intorno alla natura"), citato da Aristotele nella Metafisica.
Negli ultimi decenni è stata portata avanti un’opera di revisione critica nei confronti di Alcmeone che – attraverso l’analisi dei frammenti delle sue opere a noi pervenuti – ha cercato di verificare la natura e la qualità delle sue metodologie scientifiche che lo vorrebbero come il padre dell'anatomia, della fisiologia, dell'embriologia, della psicologia, della medicina stessa.
Pur tuttavia, si può affermare che il suo metodo scientifico di procedere per congetture, indizi, prove aprì una nuova via verso il sapere, una via che passava pur sempre attraverso l'osservazione.
Tra gli altri, sue citazioni le troviamo ancora negli stessi Diogene Laerzio (3) ed Aristotele (4) nonchè in Aezio (5) e Teofrasto (6).


1) DIOG. LAERT. VIII  83. (Alcmeone fu figlio di Pirito; lo dice lui stesso nel principio del suo scritto: Alcmeone di Crotone, figlio di Pirito, disse queste cose a Brotino e a Leonte e a Batillo: delle cose oscure hanno conoscenza certa gli dèi).
2) ARIST. Metaph. A 5. 986 a 29 (Alcmeone fiorì quando Pitagora era vecchio).
3) DIOG. LAERT. VIII 83. Alcmeone di Crotone. Anche costui fu discepolo di Pitagora. Per lo più tratta di medicina. Pare sia stato il primo a scrivere … che la luna e tutto il cielo hanno natura eterna … che l'anima è immortale e che si muove continuamente come il sole.
4) ARISTOT. metaph. A 5. 986 a 22. Altri (con rif. ai Pitagorici) dicono che i princìpi sono dieci, ordinati secondo la serie: limite e illimitato, dispari e pari, uno e molteplice, destro e sinistro, maschio e femmina, fermo e mosso, diritto e ricurvo, luce e tenebre, buono e cattivo, quadrato e rettangolo di lati disuguali. Similmente sembra che pensasse anche Alcmeone di Crotone…ARISTOT. hist. anim. A 11. 492 a 13. …sbaglia Alcmeone quando dice che le capre respirano con le orecchie. ARISTOT. de an. A 2. 405 a 29. (Alcmeone pensa) che, assomigliando alle cose immortali, (l’anima) è immortale; e che è immortale perché sempre in movimento: anche le cose divine, infatti, si muovono tutte ininterrottamente, la luna, il sole, gli astri e il cielo tutto.
5) AET. II 16, 2-3. Alcuni matematici dicono che i pianeti si muovono in senso inverso a quello delle stelle fisse, da occidente verso oriente. Alcmeone è d’accordo. AET. II 22, 4.  Alcmeone dice che il sole è piatto. AET. IV 16, 2 . Alcmeone dice che udiamo grazie al vuoto che è presente nell'orecchio (chè vibra quando vi entra l'aria). Infatti tutto ciò che è cavo risuona. AET. IV 17, 1 . Alcmeone dice che nel cervello è la guida; e che dunque odoriamo col cervello, che trae a sé gli odori mediante le inspirazioni. AET. V 17, 3. Alcmeone crede che la testa (si formi per prima nel ventre), in cui è la guida. AET. V 30, 1. Alcmeone dice che la salute dura fino a quando gli elementi dell’umido secco, freddo caldo, amaro dolce, hanno uguali diritti e che le malattie subentrano quando l’uno prevale sugli altri….Dice che le malattie sono causate dall'eccesso del caldo o del freddo…La salute è l'armonica mescolanza delle qualità (opposte).
6) THEOPHR. de sens. 25 sg. (Alcmeone) dice (che l’uomo) si distingue dagli altri animali perché capisce, mentre gli altri animali percepiscono ma non capiscono; per lui, infatti, percepire e capire sono due attività diverse, e non, come credeva Empedocle, una sola e medesima attività.