Crea sito

al-KINDI

al-KINDI

Abū Yūsuf Yaʿqūb ibn Isḥāq al-Kindī (in arabo: ﺍﺑﻮ ﻳﻮﺳﻒ يعقوب بن اسحاق الكندي‎ ) (conosciuto in Occidente con il nome latinizzato di Alchindus) (medico, musicista, filosofo, matematico, fisico astronomo e scienziato arabo, Bassora, Iraq, 801 d.C. ca. - Baghdad, Iraq, 866 o 873 d.C.).
Lo vogliamo qui ricordare soprattutto per la sua fama di grande scienziato e di medico in particolare.
Al pari della filosofia, promosse e cercò di adattare la cultura medica ellenistica alla cultura araba. Ciò gli fu possibile allorché il mecenate Al-Ma'mun lo nominò – insieme con al-Khwarizmi ed fratelli Banu Musa – a capo della Casa della Sapienza (il c.d. Circolo di al-Kindi), un’accademia il cui compito principale era quello di contaminare il mondo musulmano della scienza ellenistica, provvedendo a tradurre personalmente - o anche facendosi aiutare da altri - centinaia di testi filosofici e scientifici; tanto che questo suo interesse lo appassionò a scrivere centinaia di trattati aventi ad argomento la metafisica, l’etica, la logica, la psicologia, la matematica, l’astronomia e l’astrologia, la mineralogia, l’alchimia (alcuni gli accreditano la prima distillazione dell’alcol), l’ottica (citiamo ”De aspectibus”) e, naturalmente, anche la medicina e la farmacologia (ricordiamo qui il suo formulario medico ovvero Agrabadhin). In particolare in campo medico gli si attribuisce la paternità di oltre trenta trattati tra cui il più importante è senz’altro il “De gradibus” (secondo la traduzione di Gerardo da Cremona – stampata a Salamanca - dal titolo “De Medicinarum compositarum gradibus investigandis libello” (dall’originale “Risala fī ma ʿ rifa Quwwat al-adwiyat al-murakkaba”), in cui è possibile intravedere una chiara influenza degli scritti di Galeno, con cui Al-Kindi era venuto a stretto contatto nella loro traduzione nella Casa della Sapienza unitamente ad altri trattati tra cui quelli ippocratici, soprattutto per quanto riguarda la composizione dei vari medicinali. Tale influenza si può notare, tra l’altro, nella concezione galenica dei quattro elementi primi della materia con le loro qualità (fuoco/caldo, aria/freddo, terra/secco, acqua/umido) che al-Kindi riporta principalmente alle quattro qualità primarie (caldo, freddo, secco, umido) che possono anche assumere diversi gradi di intensità e che egli ritiene siano alla base dei fenomeni naturali. Laddove (nei c.d. medicamenti composti) una delle su cennate qualità si trovasse in una misura inferiore rispetto alle altre sue opposte, è destinata comunque a conservare la propria efficacia con potendo essere annullata dalle altre di modo che le facoltà delle medicina possono aumentare o diminuire in funzione delle variazioni delle facoltà dei relativi componenti.
In campo medico non mancò il suo tentativo di applicare i principi matematici ed astronomici alla pratica medica (nel caso di specie alla farmacologia). Qui in particolare realizzò una scala di misurazione che permettesse ai medici la quantificazione della potenza dei vari farmaci in relazione alla criticità della malattia che poteva prevedersi basandosi sul sistema delle fasi lunari.