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Agoaspirato (o Agoaspirazione)

AGOASPIRATO (o AGOASPIRAZIONE)

Etimologia : comp.  dal latino acus – us, ago, + aspirato, part. pass. sostantivato di aspirare.
Termine medico che sta ad indicare il prelievo con ago di materiale biologico dall’organismo (ovvero il materiale solido o liquido aspirato).
Tale tecnica può essere utilizzata per l’analisi di noduli visibili e palpabili o di masse individuate con altri esami quali radiografia o Tac.
In particolare, la tecnica dell'ago aspirato viene ampiamente utilizzata in caso di noduli del seno o della tiroide sospetti per ottenerne materiale cellulare da sottoporre ad esame citologico da parte dell’anatomo-patologo o del biologo.
L’agoaspirazione può essere controindicata nei soggetti che assumono anticoagulanti in quanto potrebbe dar luogo ad un’emorragia.
Per il prelievo vengono utilizzati aghi molto sottili da 21-27 gauge ed una siringa da 5-10 ml.. Se l'oggetto dell'indagine è un nodulo situato su un organo interno (fegato, pancreas, ecc.), la manovra viene eseguita con l'ausilio dell'ecografo, che permette di visualizzare il punto esatto in cui inserire l'ago.
Ago aspirato ed ago biopsia non sono la stessa cosa.
L’agoaspirato si effettua con un ago sottile, senza anestesia perché non fa male e fornisce un esito citologico, ossia serve per prelevare poche cellule (tessuto e sangue) e fare diagnosi.
L’agobiopsia, invece, è un po’ più invasiva e traumatica perché utilizza aghi di maggiori dimensioni e si effettua incidendo la cute all’interno della lesione previa anestesia locale e prelevando tessuto solido. L’esito è micro-istologico, ossia studia i tessuti e non le singole cellule.
Sul piano diagnostico l'esame micro-istologico è più attendibile dell'esame citologico ma vi si ricorre solo in casi necessari.