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AGAMEDE

AGAMEDE

Agamédé (in greco 'Αγαμήδη , Agamήdi) o Perimede – (medico greco, Elis, XII sec. a.C.).
Secondo quanto ci tramandano le fonti, era nata ad Elis ed era la figlia maggiore di Augia, re degli Epei.
Sarebbe vissuta prima della guerra di Troia, nel XII sec. a.C., ed aveva sposato Mulio, il primo uomo ucciso in battaglia da Nestor, nel corso di una guerra tra Elide e Pilo.
Anche se la sua biografia si intreccia col mito, potrebbe essere realmente esistita come una donna con una specifica conoscenza delle proprietà medicinali delle piante.
Igino (Fabulae, 157 – mitografia latina, II sec. d.C.) la fa madre (da Poseidone) di Belus, Attore e Dictys:
Pseudo-Igino, Fabulae 157  : “Figli di Neptunus [Poseidone] ... Dictys da Agamede, figlia di Augeias."  [NB Il nome Dictys è preceduto dai nomi Belus, Attore e uno spazio. Lo spazio probabilmente conteneva un riferimento a un'altra madre. Tuttavia questo è spesso ignorato e ci si rivolge ad Agamede.].
Secondo Omero (Iliade, XI, 740, 741), era un medico greco che conosceva i poteri di guarigione di tutte le piante che crescono sulla terra (la bionda Agamede conosceva "quanti farmachi l'ampia terra alimenta"):
Μούλιον αἰχμητήν· γαμβρὸς δ' ἦν Αὐγείαο, πρεσβυτάτην δὲ θύγατρ' εἶχε ξανθὴν Ἀγαμήδην, ἣ τόσα φάρμακα ᾔδη ὅσα τρέφει εὐρεῖα χθών.
Anche il geografo Strabone parla di Agamede (la figlia maggiore di Augia, re degli Epei):
“…Omero dice che Odisseo è venuto ad Efira alla ricerca di una droga che uccida gli uomini, che potrebbe avere mezzi per spalmare le sue frecce, e parlando di Telemaco…: o altro egli intende andare al terreno fertile di Efira, che da lì egli può portare farmaci mortali …la figlia di Augias …miscelatrice di farmaci…la figlia maggiore… sapeva tutti i farmaci che sono nutriti dalla vasta terra". (Geografia, 8.3.5).
In Teocrito, Eustazio e Properzio la troviamo col nome di Perimede. Ma la sua abilità di grande conoscitrice delle piante vi è confermata:
χαῖρ', Ἑκάτα δασπλῆτι, καὶ ἐς τέλος ἄμμιν ὀπάδει,
φάρμακα ταῦτ' ἔρδοισα χερείονα μήτε τι Κίρκας
μήτε τι Μηδείας μήτε ξανθᾶς Περιμήδας
(Teocrito, Idilli , Ειδύλλια,  2. 10):
"…che il farmaco di mia creazione si riveli così potente come se fosse di qualsiasi Kirke (Circe) o Medea o Perimede dai capelli d'oro…
E ancora, in Teocrito:
Περιμήδας: αὕτη ἐστὶν ἡ παρ' Ὁμήρῳ (Λ 741) Ἀγαμήδη, 'ἣ τόσα φάρμακα εἶδεν, ὅσα τρέφει εὐρεῖα χθών'.
In cui troviamo un chiaro riferimento ad Agamede, chiamata Perimede (Περιμήδας) ed ai farmaci che conosce sulla vasta terra (… φάρμακα εἶδεν, ὅσα τρέφει εὐρεῖα χθών) (ann., 2, 15/16).
La troviamo citata in Eustazio:
Τὸ δὲ «ὅσα τρέφει χθών» τήν τε τραφερὴν ἐτυμολογεῖ, καὶ πρὸς διαστολὴν δὲ φαρμάκων ἑτεροίων εἴρηται, καὶ ὑπερβολὴν δέ τινα ἔχει, καθότι οὐκ ἂν ἡ Ἀγαμήδη πάντα φάρμακα εἰδείη.
(Comm. ad Hom. Il. Vol. 3 318)
ἡ τοῦ Αὐγέου θυγάτηρ φασὶ τοῦ βασιλέως τῶν Ἐπειῶν ἡ ἐν Ἰλιάδι κειμένη Ἀγαμήδη, φαρμακὶς ἦν
(Comm. ad Hom. Od. Vol. 1 56)
Ὁ δ' αὐτὸς Ἀρριανὸς καὶ Θρᾴκην τινὰ ἱστορεῖ νύμφην σοφὴν ἀμφὶ ἐπῳδάς τε καὶ φάρμακα, καὶ οἵαν τὰ μὲν ἐκλῦσαι τῶν παθημάτων φαρμάκοις, τὰ δὲ ἐργάσασθαι· ὁποία τις καὶ ἡ Μήδεια ἱστόρηται καὶ ἡ Ἀγαμήδη καὶ ἡ θρυλουμένη Κροκοδίκη.
(Comm. in Dion. per. 322).
E, infine, in Properzio:
non hic herba cameriere, non hic Nocturna Cytaeis,
non Perimedaea Gramina cocta manu;
"[Da un lamento sull'amore:] Le piante magiche non valgono nulla qui, né una strega colchica di notte, né erbe distillate dalla mano di Perimede…".
(Prop., Elegie, 2, 4, 8).
Come abbiamo visto, nel periodo ellenistico (dal IV al I sec. a.C.) Agamede era diventata una figura quasi magica, paragonata a Circe e Medea.
Il termine esatto con cui viene definita la sua specialità è φαρμακεια , pharmakeia ovvero farmacia, abilità nell’utilizzare le erbe per la guarigione (che nell’antichità e nel Nuovo Testamento, aveva anche il significato di stregoneria, avvelenamento o pratica di arti magiche).