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aezio o ezio di celesiria o di antiochia ( ? - +367)

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AEZIO di Celesiria o di Antiochia

Aezio (o Ezio o Ecio) di Celesiria, detto anche Aetius e soprannominato l’Empio, noto anche come Ezio di Antiochia (in greco antico: Ἀέτιος, in latino: Aĕtius; Celesiria - ? -, + Costantinopoli, 367; la Celesiria: in greco ἡ κοίλη Συρία Koile Syria "la Siria concava", in latino Syria Coele, era il nome dato dai Greci – e successivamente attribuito dai Romani quando ne fecero una loro provincia - a quella regione compresa tra le catene del Monte Libano e dell'Anti-Libano, in quella che è la pianura della Beqā‘ dell'attuale Stato libanese).
Nativo della Celesiria, crebbe povero o schiavo. Leggiamo nel “Nuovo Dizionario Istorico..., Tomo X,...”: “...dapprima di professione calderajo, poi ciarlatano, indi sofista, finalmente diacono, vescovo e patriarca di Costantinopoli, sotto Giuliano l’Apostata...”.
In verità Aezio – noto anche come Aezio (o Ezio) di Antiochia – fece il mestiere dell’orefice nella città di Antiochia e studiò filosofia. Successivamente alla morte della madre, studiò teologia cristiana ed anche medicina (notizie della sua vita le troviamo in: Filostorgio citato in Fozio, Epitome della Storia ecclesiastica, iii.15;Basilio di Cesarea, Contro Eunomio, i.6). Professò la medicina ambulante dimostrando anche notevole abilità nelle dispute mediche.
Fu un importante esponente dell'Arianesimo, iniziatore della setta ariana degli Eunomiani (detti anche Aeziani o Eunomiani). La sua idea principale era che la homoousia, cioè la dottrina che il Figlio è Dio, fosse contraddittoria, in quanto l'essere ingenerato sarebbe ciò che costituisce la natura di Dio.
Il gruppo degli Anomei (in greco: Ἀνομοίοι) ritenevano che Gesù (il "Figlio") fosse di natura diversa e dissimile da quella di Dio (il "Padre"); in questo si distinguevano dai Semi-ariani, i quali ritenevano il Figlio di natura diversa ma simile al Padre.
Sembra sia stato il primo a sostenere l’impossibilità logica dell’identità - o somiglianza - del Padre col Figlio “sotto l’aspetto della divinità”; “Figlio” che sosteneva fosse “ἐξ ῾ετέρας οὐσίας” (“di altra sostanza”) e “ἐξ οὐκ ὄντων” (creato “dal nulla”).
I nomi "Aeziani" ed "Eunomiani" derivano dai due principali esponenti di questa corrente, Aezio di Celesiria ed Eunomio di Cizico.
Del suo modo di ragionare aristotelico, sono un esempio le 47 proposizioni conservate da Epifanio (haer. 76) [ci resta di lui (presso Epifanio, Haer. 76, 11) un Συνταγμάτιον περὶ ἀγεννήτου ϑεοῦ και γεννήτου ("Trattatello su Dio ingenerato e generato")].
Morì a Costantinopoli nell’anno 367.

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