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Adenite

ADENITE

Etimologia : dal greco  ἀδήν ,  adèn  “ghiandola” , col suff. medico –ite.
Termine che sta ad indicare un processo infiammatorio, generalmente asintomatico, acuto o cronico, a carico di una ghiandola; in teoria può indicare l’infiammazione sia di una ghiandola secernente che di un linfonodo, ma è usato solo in quest’ultimo caso (linfoadenite).
La sua origine, per lo più infettiva, può essere non piogena (come nel caso del bacillo di Koch, adenite tubercolare ai linfonodi del collo dovuta al genere Mycobacterium e che si manifesta in persone immunodepresse, come quelle affette da HIV); oppure dovuta a germi piogeni generatori di pus (adenite suppurativa con comparsa di adenoflemmoni); infine virale (mononucleosi infettiva), parassitaria (toxoplasmosi), batterica.
L’infiammazione di una linfoghiandola può essere localizzata in genere al collo, alla parte inferiore della mandibola (come risposta ad infezioni della gola), alla zona posteriore delle orecchie (come conseguenza di otiti), alle ascelle e all’inguine ma può anche riguardare zone più profonde (mediastiniche o addominali).
I linfonodi sistemati lungo tutto il canale di scorrimento della linfa hanno il compito di drenare batteri, virus e tutte le sostanze nocive provenienti dai tessuti circostanti; queste, una volta giunte ai linfonodi, scatenano una reazione infiammatoria che ha lo scopo di difendere il resto dell’organismo dall’infezione.
L’ingrossamento dei linfonodi può originare da un anomalo sviluppo proliferativo delle cellule che li compongono: di tipo monocito-macrofagico (nei seni linfatici),  linfocitarie di tipo B (nei follicoli) e di tipo T (nelle aree paracorticali).
Se si nota quindi un improvviso gonfiore e arrossamento è molto probabile che nelle immediate vicinanze sia insorta un’infezione, che può essere un ascesso dentario, una ferita infetta o una malattia venerea; se l’adenite ha un’evoluzione cronica, il linfonodo è tumefatto e non particolarmente infiammato né dolente, allora anche la malattia che ha provocato l’adenite sarà cronica, come una neoplasia o un granuloma apicale.
L'adenite può essere aspecifica quando l'infiammazione non presenta alcun carattere particolare e specifica quando è riconoscibile l'agente specifico; in questi ultimi casi l’infiammazione viene indicata accanto alla natura dell’agente patogeno (adenite luetica, tubercolare, ecc.).
In questi casi la linfoadenite è un sintomo importante; nella sifilide genitale, ad esempio, compare una adenite satellite alla lesione, assai caratteristica.
Terapia
L'approccio terapeutico indicato è l'uso di antibiotici.
La terapia chirurgica è indicata in genere per le forme da Nontuberculous mycobacterium, in associazione alla terapia farmacologica.
Per quanto riguarda le terapie alternative viene indicato l’uso di:
Ribes nigrum, Fucus vesicolosus, cavolo, verza.
Belladonna: indicata nelle fasi acute, con rossore e calore della pelle sopra e circostante.
Carbo animalis: utile quando le ghiandole siano indurite, brucianti e all'intorno vi sia una coloritura della pelle cianotico bluastra.
Oligoelementi
Si possono utilizzare ogni giorno Manganese-Rame-Zinco.