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Acqua corporea e bilancio idrico

ACQUA CORPOREA E BILANCIO IDRICO

Etimologia :  Acqua  =  dal latino aqua , congiunta alla radice indoeuropea ak- col significato di “piegare”. Corporea = dal lat. corporeus / der. di corpus -poris  "corpo"/. Bilancio = der. da bilanciare / der. dal latino (tardo)  bilanx -ancis, comp. di bi- "due" + lanx "piatto" /. Idrico  = der. dal tema del greco ὑδρο , hýdro “idro-“ / da ὕδωρ , hýdōr "acqua"/.

Composto chimico di formula molecolare H2O, costituito cioè da due atomi di idrogeno (H) ed un atomo di ossigeno (O) (in cui i due atomi di idrogeno sono legati all'atomo di ossigeno con legame covalente).
Può essere presente in natura sotto forma liquida (acque naturali), solida (ghiaccio) e di vapore (vapore acqueo).
L'idratazione è uno dei pochissimi bisogni primari dell’uomo, il che conferisce all’acqua un’importanza biologica vitale. In sua assenza la morte sopraggiungerebbe nell'arco di pochi giorni. Una persona adulta che viva in un clima temperato dovrebbe bere almeno 1,5 litri di acqua al giorno. Questa soglia di acqua potabile permette di bilanciare le perdite di acqua e mantenere il proprio corpo adeguatamente idratato.
Nell’organismo umano essa è variabile a seconda dell'età, del sesso e del peso. Il suo fabbisogno è maggiore nell’infanzia e minore negli anziani.
Esiste una Tabella che rappresenta il Fabbisogno idrico (espresso in ml.) per l’uomo, in relazione all’età ed al peso (espresso in Kg.).

  • ETA' - - - - - - PESO IN KG. - - - - - - BISOGNO IDRICO IN ML.
  • _3 GIORNI - - - - - - 3,0 - - - - - - - - 250-300 ML. / 80-100 per KG.
  • 10 GIORNI - - - - - - 3,2 - - - - - - - - 400-500 ML. / 125-150 per KG.
  • _3 MESI - - - - - - - 5,6 - - - - - - - - 780-890 ML. / 140-160 per KG.
  • _6 MESI - - - - - - - 7,5 - - - - - - - - 975-1160 ML. / 130-155 per KG.
  • _9 MESI - - - - - - - 8,6 - - - - - - - - 1100-1250 ML. / 125-145 per KG.
  • 12 MESI - - - - - - - 9,6 - - - - - - - - 1150-1300 ML. / 120-135 per KG.
  • _2 ANNI - - - - - - 12,0 - - - - - - - - 1380-1500 ML. / 115-125 per KG.
  • _4 ANNI - - - - - - 16,3 - - - - - - - - 1625-1800 ML. / 100-110 per KG.
  • _6 ANNI - - - - - - 20,0 - - - - - - - - 1800-2000 ML. / 90-100 per KG.
  • 10 ANNI - - - - - - 29,0 - - - - - - - - 2025-2500 ML. / 70-85 per KG.
  • 14 ANNI - - - - - - 45,0 - - - - - - - - 2200-2700 ML. / 50-60 per KG.

L’acqua è il solvente fondamentale per numerose sostanze chimiche. E’ necessaria per tutti i prodotti della digestione; regola il volume cellulare e la temperatura corporea; è essenziale per eliminare dall’organismo tutte le scorie metaboliche e permette il trasporto dei nutrienti.
Sinteticamente, essa svolge cinque funzioni fondamentali per l’organismo, vale a dire:
1)-La vita delle cellule (l’acqua è un vettore che provvede a distribuire nutrienti essenziali per le cellule, come minerali, vitamine e glucosio e provvede a regolare la concentrazione di sali minerali).
2)-Chimica e reazioni metaboliche (l’acqua rimuove i prodotti di scarto tra le tossine che le cellule degli organi “rifiutano” e li elimina attraverso le urine e le feci).
Nel protoplasma cellulare l'acqua agisce come solvente per tutte le biomolecole (come carboidrati, proteine, vitamine idrosolubili, ecc.), dando loro la possibilità di reagire tra di loro a livello biochimico.
3)-Digestione e trasporto di sostanze nutritive (l’acqua è necessaria per tutti i prodotti della digestione e partecipa alla ripartizione biochimica di ciò che mangiamo).
4)-Effetto barriera nella regolazione della temperatura corporea (l'acqua costituisce un fattore fondamentale nella barriera termoregolatrice/sudoripara. Essa permette al corpo di rilasciare calore quando la temperatura ambiente è superiore alla temperatura del corpo. Il corpo inizia a sudare e l'evaporazione dell'acqua dalla superficie cutanea raffredda efficientemente il corpo).
5)-Lubrificazione/Ammortizzazione (l'acqua è un lubrificante naturale ed efficace per le articolazioni. Essa agisce anche come un ammortizzatore per occhi, cervello, midollo spinale e anche per il feto a mezzo del liquido amniotico).
Proprio perché l'acqua deve essere presente in quantità molto elevate nell'alimentazione umana viene classificata come "macronutriente".
L'acqua corporea è distribuita principalmente nel tessuto non adiposo e costituisce circa il 70% della massa magra. I tessuti più ricchi di acqua sono il cervello, i muscoli, la pelle ed il sangue (ricordiamo che i fluidi corporei col maggiore contenuto di acqua sono il liquido cefalo-rachidiano con una percentuale del 99%, il midollo osseo col 99% ed il plasma sanguigno con l’85%).
L’acqua è distribuita in due settori fondamentali :
1) quello intracellulare (i 2/3 del volume totale);
2) quello extracellulare (comprendente il plasma, la linfa, il liquido interstiziale e quello cefalorachidiano).
A sua volta il settore extracellulare si divide in due ulteriori compartimenti:
-il compartimento plasmatico, ricco di sodio (Na+) e proteine, che costituisce il volume sanguigno (o volemia);
-il compartimento interstiziale, costituito dall’acqua che circonda le cellule, dall’acqua delle membrane sierose, del liquido cefalorachidiano, della linfa, etc..
Nella separazione dei compartimenti liquidi dell'organismo intervengono le barriere del corpo umano, costituite da membrane semipermeabili idonee ad impedire il contatto diretto tra il liquido interstiziale e quello intracellulare. Comunque i due liquidi rimangono isotonici, mantengono cioè la stessa osmolarità, che garantisce la tenuta delle strutture cellulari. Il processo di scambio idrico tra le membrane cellulari e le pareti capillari dei diversi settori avviene naturalmente, in dipendenza della presenza di concentrazione di soluti di ciascun distretto. Accade così che le barriere diventino relativamente permeabili al passaggio di liquidi dal settore interstiziale, con una bassa concentrazione proteica, agli spazi intravascolari ed intracellulari, dove la concentrazione proteica risulta maggiore.
Questo processo, in presenza di un soluto, è dovuto alla pressione osmotica (dal greco osmòs = spinta) ed è dovuto alla particolare struttura della membrana, che è selettiva e per questo viene detta semipermeabile. A causa delle dimensioni degli spazi intermolecolari, essa permette il passaggio solo delle molecole d’acqua ma non di quelle del soluto (ad es. glucosio), più voluminose.
La pressione oncotica è invece la pressione osmotica esercitata da soluzioni colloidali, quali le proteine, che, comportando una maggiore concentrazione all’interno del capillare, tendono a richiamare al suo interno il liquido esterno. Tale pressione è quindi in grado di determinare il movimento di liquido attraverso le membrane dei capillari: all’interno del capillare fluisce il liquido plasmatico, costituito dallo stesso liquido esterno, con l'aggiunta di un soluto (proteine del sangue) per le quali la parete del capillare è impermeabile.
Per garantire un equilibrio osmotico e quindi un’idratazione capillare è necessario che non risulti alterata la concentrazione degli elettroliti (che provvedono al corretto funzionamento di sistemi vitali come, tra gli altri, quello nervoso e quello muscolare), l’integrità della membrana semi-permeabile  ed il corretto funzionamento della pompa sodio-potassio.
Per evitare un affaticamento dei vari organi interni, l’organismo è interessato a che rimanga costante l’omeostasi tra i vari settori e che la volemia (costituita dal volume del plasma sanguigno) non abbia sbalzi improvvisi, soprattutto non generi viscosità ematica con affaticamento cardiaco. In condizioni normali, ciò lo si raggiunge soprattutto mantenendo costante l’apporto di acqua all’organismo, vale a dire che si pareggi il bilancio fra le entrate e le uscite di acqua.
L’equilibrio fra il volume dell’acqua in entrata e quello in uscita è regolato dal centro della sete dell’ipotalamo tramite l’ormone antidiuretico ADH (prodotto dalla neuro-ipofisi) che agisce sull’assorbimento renale (riassorbimento di acqua). In particolari situazioni, quindi, per riuscire a compensare notevoli uscite di acqua, l'organismo riduce il volume di urina eliminato, aumentando la secrezione di questo peptide (ormone antidiuretico ADH o vasopressina).
In caso di disidratazione (allorquando cioè diminuisce la volemia) l’organismo provvede a regolare le entrate di acqua attraverso lo stimolo della sete.
Questo equilibrio cui tende l’organismo costituisce, appunto, il bilancio idrico. Se viene a rompersi questo equilibrio, avremo tutte le conseguenze della disidratazione che si verificano nel cattivo funzionamento della Barriera Termoregolatrice/Sudoripara.
La maggior parte dell'acqua presente nell'organismo è di origine esogena, viene cioè introdotta dall’esterno con le bevande e con gli alimenti. La restante parte è invece di origine endogena, prodotta col metabolismo cellulare nei processi ossido-riduttivi come ultimo prodotto catabolico (tale produzione ammonta a  g 0.6 per grammo di glucidi e g 0.4 per grammo di proteine, per muna media giormaliera di 400 ml. di acqua metabolica).
In genere, assumiamo circa 750-1000 ml con gli alimenti e
900-1.500 ml con le bevande.
Precisamente, secondo la seguente Tabella (Tabelle di composizione degli alimenti. INN, 1997), assumiamo acqua percentualmente dagli alimenti come segue:
ALIMENTO            % ACQUA
Olio, zucchero 0
Biscotti, frutta secca 2-10
Burro, farina, legumi secchi, pasta, miele 10-20
Formaggi stagionati (parmigiano), pane, pizza 20-40
Formaggi freschi, gelati, salumi 40-60
Carne, pesce, uova 60-80
Frutta fresca, ortaggi e verdure , latte >80
Dall’altra parte, invece, l’organismo normalmente perde circa 2,5 litri d'acqua al giorno.
Con le urine 1000-1200 ml;
Con le feci 100-200 ml;
Perspiratio insensibilis (mucose, cute, vie respiratorie: Perspiratio Cutanea 400-500 ml; Perspiratio Polmonare 400-500 ml);
Perspiratio sensibilis (Cellule Sudoripare) 400 ml.
Avremo, pertanto, mediamente:
Entrate di liquidi:
per os liquidi 1200 ml.
con cibi solidi 880 ml.
Metabolismo ossidativo 400 ml.
TOTALE ENTRATE 2480 ml.
Uscite di liquidi:
Urine 1100 ml.
Feci 150 ml.
Perspiratio sensibilis ed insensibilis 1300 ml.
TOTALE USCITE 2550 ml.
Perdite idriche pari al 7% del peso corporeo possono provocare gravi danni all'organismo. Laddove l’organismo si trovi in debito idrico, bisogna pertanto subito procedere ad un aggiustamento in parità del bilancio idrico.
In caso di disidratazione si possono manifestare :
-debolezza, astenia, aumento del polso, vertigini, secchezza della pelle e delle mucose, abbassamento della pressione sanguigna, torpore.
Al contrario, in caso di iperidratazione, in funzione della presenza del sodio nel sangue (natriemia) si possono avere due manifestazioni principali:
- Iperidratazione isotonica, con aumento della natriemia;
- Iperidratazione ipotonica con aumento del liquido nel compartimento intracellulare.
Si può verificare, però raramente, anche una iperidratazione ipertonica, con riduzione dei liquidi nel compartimento intracellulare.
L’iperidratazione può aversi in alcune malattie in cui risulta ostacolata l’eliminazione di acqua dall’organismo (patologie renali, scompenso cardiaco, cirrosi epatica). Essa determina edema (rigonfiamento dei tessuti) e versamenti nelle cavità sierose. Nei casi più gravi (intossicazione d’acqua) può portare anche a vomito, crampi muscolari, convulsioni, coma. In caso di iper o ipo-natriemia (presenza di sodio nel sangue) può causare rispettivamente iper o ipo-tensione arteriosa.