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Accrescimento e sviluppo - botanica

ACCRESCIMENTO E SVILUPPO

Etimologia :  Accrescimento  =  der. di  accrescere  / der.  dal  latino accrescere  , comp. di  ad-  +  crescere /. Sviluppo  =  dal  termine  faloppafalloppa  “filo di paglia, pagliuzza”  / der. dal latino (tardo) faloppa / da cui  viluppo  e  la  voce verbale (s) viluppare.
Fase di crescita della pianta consistente in un aumento sia del numero delle cellule che della loro massa. Essa è scandita da momenti principali che coincidono con la germinazione, per poi continuare con la fioritura e la maturazione dei frutti ed è condizionata sia da fattori prettamente genotipici ed ereditari che da fattori ambientali (tra cui la disponibilità di calore, di acqua e di luce). I fattori di accrescimento delle piante sono invece rappresentati dai fitormoni, che regolano la risposta interna della pianta agli stimoli ambientali esterni. Le principali sostanze che nelle piante svolgono funzioni ormonali sono: le auxine, le gibberelline, le citochinine, l'acido abscissico e l'etilene.
Con la germinazione si ha l’avvio dello sviluppo del seme e l’attivazione dei processi metabolici che permettono la crescita del fusticino e delle prime foglie, con l’avvio della fotosintesi. In questa fase si ha la differenziazione, in cui ogni struttura tende a specializzarsi in alcune funzioni complesse e particolari. La crescita differenziata prosegue poi nel periodo vegetativo, cui segue la fase riproduttiva, in cui si sviluppano i fiori, i frutti ed i semi.
A seconda della lunghezza del periodo vegetativo si distinguono piante annuali (che tendono a morire prima dell’inverno, come le piante erbacee), biennali (in cui la fase vegetativa dura un anno, come nelle carote ed in altri ortaggi) e perenni (ad esempio gli alberi, in cui il periodo vegetativo dura per più di due anni ed ogni anno si susseguono un periodo vegetativo ed uno riproduttivo).
Con la trasformazione delle gemme vegetative in gemme fiorali ha inizio la fase riproduttiva. In genere ciascuna specie risponde ad un proprio determinato ritmo di crescita ed alla  lunghezza del periodo di luce diurna (fotoperiodismo). Alcune piante non risentono in alcun modo di tale periodo (piante neutrodiurne), in altre invece esso influenza in modo decisivo la fioritura (piante longidiurne e brevidiurne, con fioritura rispettivamente solo se la lunghezza del periodo luminoso oltrepassi o meno un dato limite critico).
Una volta maturate le parti riproduttive del fiore, diversi ormoni vi inducono l'antesi per favorire l’impollinazione. A fecondazione avvenuta, altri ormoni provvedono sia alla caduta dei petali che alla maturazione dei frutti. La caduta dei frutti e delle foglie nonchè dei fiori è detta abscissione ed è anch’essa regolata da alcuni ormoni (tra cui l'acido abscissico).
Con la senescenza si ha la fine del processo di accrescimento e sviluppo della pianta.