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AVVELENAMENTO DA RADON (O RADO)

RADON (o RADO)

Etimologia : dal latino Radon , der. di Rad(ium) “radium”.
Il Radon (o Rado) è un gas radioattivo incolore e inodore, più pesante dell’aria, chimicamente inerte e privo di sapore, estremamente volatile e praticamente impercettibile senza adeguati sistemi di rilevamento. Esso è generato continuamente da alcune rocce della crosta terrestre (principalmente lave, tufi, graniti, pozzolane) in seguito al decadimento del Radio 226 a sua volta generato dall’Uranio 238.
Poiché il Radon è un gas nobile, libero da qualsiasi legame con le sostanze chimiche che lo attaccano (non reagisce con gli altri elementi ad eccezione sembra col fluoro con cui forma il fluoruro di Radon), può andare tanto lontano da raggiungere l’aria o le acque sotterranee nelle quali può disciogliersi (può essere presente infatti nelle falde acquifere come gas disciolto).
Il suolo è responsabile dell’80% del Radon presente nell’atmosfera, l’acqua del 19% e le altre fonti solo dell’1%.
MECCANISMO FISICO
I decadimenti che possono interessare nuclei di elementi radioattivi diversi comportano inevitabilmente emissioni; a seconda del tipo di isotopo interessato è possibile avere tre diversi tipi di emissioni:
1) particelle alfa (α) – relative al decadimento di elementi chimici pesanti tra cui il Radon ed i suoi “figli”, anch’essi radioattivi ed estremamente tossici (Polonio 218, Polonio 214, Piombo 214 e Bismuto 214), prodotti del decadimento degli isotopi del Radon che a loro volta decadono emettendo particelle α. La catena di decadimenti ha termine con un elemento stabile rappresentato dal Piombo 206;
2) particelle beta (β);
3) radiazioni gamma (γ).
Ciascun tipo di radiazione ha capacità differenti di attraversare la materia, compresi i tessuti del corpo umano.
Qui ci soffermeremo sulle particelle α : esse sono costituite da nuclei di elio e sono le più pesanti. Riescono quindi a penetrare più difficilmente la materia e quindi gli strati più esterni della cute; in caso però di irraggiamento interno da parte della filiazione del Radon si ha emissione di particelle ad alta energia alfa all’interno del corpo umano con gravi danni alla salute.
L'isotopo principale di preoccupazione per la salute è il Radon 222.
DANNI ALLA SALUTE
L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha classificato il Radon nel Gruppo 1 in cui sono elencate le 75 sostanze fino ad oggi classificate come cancerogene per l'uomo.
Dopo il fumo è il principale responsabile di tumore polmonare.
Quando il gas Radon si libera dal sottosuolo passando nell´aria o mescolandosi alle polveri può facilmente penetrare per inalazione all’interno dell’organismo umano.
Essendo però il Radon un gas nobile inerte e, da un punto di vista chimico, poco reattivo viene rapidamente espirato ed eliminato e non si deposita sulle pareti dell’apparato bronco-polmonare. I suoi prodotti di decadimento, che sono solidi e che emettono radiazioni alfa, trasportati da fumo, polveri e vapore acqueo, riescono però a depositarsi facilmente sulle pareti delle vie aeree ed entro circa mezz’ora decadono emettendo radiazioni ionizzanti (soprattutto radiazioni α) e provocando seri ed irreversibili danni al DNA delle cellule tanto da indurre tumori o neoplasie.
La maggior parte dei danni al DNA viene riparata da appositi meccanismi cellulari, ma alcuni di essi possono persistere e con tempo svilupparsi in un tumore polmonare.
Maggiore è la quantità di Radon e dei suoi prodotti di decadimento inalata nel tempo dopo una lunga esposizione e maggiore è la probabilità che possa nel tempo svilupparsi un tumore, soprattutto se le cellule sono sottoposte ad altre sostanze cancerogene, in particolare a quelle contenute nel fumo di sigaretta. Dato che il Radon agisce in modo sinergico con il fumo di sigaretta, per un fumatore l’aumento di rischio di cancro al polmone dovuto all’esposizione al Radon è molto maggiore che per un non fumatore.
Il Radon nei tessuti umani non è rilevabile con i test di routine medica mentre alcune sue filiazioni possono essere rilevate nelle urine, nei polmoni e nel tessuto osseo. Da tali test non si può evincere il tempo di esposizione al Radon né gli stessi possono essere utilizzati per prevedere se si svilupperanno effetti nocivi per la salute.
L'esposizione al Radon è stimata misurando i livelli di Radon nell’aria.
BONIFICA AMBIENTALE
Il Radon è circa 8 volte più pesante dell’aria, e per questa sua caratteristica tende ad accumularsi negli ambienti confinanti e quindi anche nelle abitazioni.
La via che generalmente percorre per giungere all'interno di un edificio è quella che passa attraverso fessure, crepe e piccoli fori oppure materiali porosi delle cantine e dei piani seminterrati.
Ciò è dovuto ad una differenza di pressione tra il suolo e l'ambiente chiuso, che risulta essere in depressione rispetto all'esterno.
I livelli di Radon e dei prodotti di filiazione possono essere ridotti mediante metodi che includono la sigillatura dei percorsi attraverso cui il gas può entrare in un edificio e l'installazione di un sistema di ventilazione/filtraggio e maggior ricircolo dell’aria (aria interna-esterna).
dissolversinell’acqua e penetrare così negli edifici anche attraverso le condutture idriche.ani seminterrati.
Sia in caso di bonifica dell’esistente che di prevenzione nella costruzione di nuovi edifici le strategie devono mirare principalmente ad impedire l’ingresso del Radon dal terreno o a costruire ove esso non sia presente (elevati livelli di Radon e di filiazione del Radon si trovano in aree con elevati livelli di Uranio o Torio).

In Italia gli enti preposti alla misurazione del Radon nelle abitazioni e nei luoghi chiusi sono le Agenzie ARPA, a cui si può fare riferimento per adottare provvedimenti di bonifica nei casi di superamento dei limiti di legge.