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BARRIERE DELLA PSICHE UMANA

BARRIERE DELLA PSICHE UMANA

Il prodotto ultimo dell’attività cerebrale è il pensiero.
Dal latino pensum (participio di pendere , pesare) esso rappresenta ciò che deve essere trattato (come la lana delle pecore nei telai) per essere sviluppato in qualcosa di più complesso.
Esso si sviluppa quindi inizialmente in maniera semplice e via via viene elaborando concetti sempre più complessi.
Indipendentemente da ciò che può rappresentare la sua origine a livello mentale ed il suo percorso interiore (se cioè derivi da mere trasmissioni sinaptiche a livello cerebrale o provenga essenzialmente dall’inconscio) la sua finalità è quella di strutturare la coscienza del singolo individuo vale a dire di “ingabbiarla” entro una rete di concetti e percezioni reali e ideali sempre più complessa.
In virtù di tale coscienza ogni corpo può quindi liberamente ed intelligentemente muoversi nello spazio circostante tra altri corpi solo se si riconosce in una rete di informazioni e di relazioni inter-personali ed affettive che esula in qualche modo dalla mera dimensione corporea.
Dalla mera attività encefalica viene quindi via via strutturandosi ciò che noi chiamiamo “psiche” (l'anima).
Anche per la psiche, così come per il corpo, può parlarsi di limiti, vale a dire di un’interfaccia (però invisibile) che regola la permeabilità dell’apparato psichico nei suoi rapporti con le pulsioni inconsce più profonde e con la realtà esterna che viene da essa via via elaborata.
Tali limiti vanno a costituire le barriere della psiche umana a rappresentare una frontiera, un confine di difesa da possibili eventi traumatici dalla realtà esterna ma anche – in quanto limite – mutilazione dell’esperienza e dell’Io. In tale prospettiva vengono lette le fobie ed in genere le psicosi (quale ad es. l'angoscia) le quali vanno ad interrompere un naturale processo di empatia tra l'individuo e la realtà circostante da cui il pensiero non è più libero di attingere serie complete di informazioni e di contatti.
Tali psicosi, che possono esistere già latenti, vanno tenute distinte da quelle patologie mentali di natura prettamente fisiologica che di per sè possono costituire un limite per l'individuo in quanto generano una inabilità o una diversa abilità che influenza uno sviluppo corretto della personalità ma che in alcun modo attivano né barriere né filtri selettivi.