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ANDRIA (o D'ANDRIA) Francesco Nicola (o Niccolò o Niccola) Maria (10 settembre 1748 – 9 dicembre 1814)

ANDRIA (o D'ANDRIA) Francesco Nicola (o Niccolò o Niccola) Maria

Francesco Nicola (o Niccolò o Niccola) Maria Andria (o D’Andria) (medico e filosofo italiano, Massafra, 10 settembre 1748 – Napoli, 9 dicembre 1814).
Di famiglia agiata, venne mandato a Napoli nel 1766 per apprendere la giurisprudenza, in cui si laureò. Ben presto la sua personalità si affermò nella città partenopea al punto che nel 1768 un suo “Discorso Politico sulla servitù” venne pubblicato.
Ben presto, però, i suoi interessi volsero verso le materie scientifiche alle quali si dedicò completamente a partire dal 1770, dopo aver abbandonato gli studi giuridici.
L’anatomo Domenico Cotugno, il fisiologo Serao ed il chimico Giuseppe Vairo tra i suoi maestri. Seguì lezioni di anatomia, di chimica e di medicina pratica presso l’Ospedale degli Incurabili di Napoli e nel 1771 aprì una scuola privata di medicina, chimica sperimentale e filosofia.
Professore dal 1775 presso la Regia Università di Napoli e decano della Facoltà medica (1811-1814) è autore di varie pubblicazioni. Infatti, oltre al Trattato delle Acque minerali del 1775 (più volte edito), nel 1786 uscirono a Napoli le Institutiones philosophico-chimicae  e le importanti Institutiones phisiologicae, e nel 1787 gli Elementa medicinae theoricae (che il figlio Gennaro tradusse in italiano nel 1813). Chiudono questo attivissimo quinquennio la Historia materiae medicae (Napoli 1788) e le Institutiones medicinae practicae (Napoli 1790).
Sua anche la Lettera sull'aria fissa (Napoli, 1776).
Nel 1813, eletto all’unanimità Rettore dell’Università di Napoli, non si sentì di accettare la carica a causa delle precarie condizioni di salute. Nel 1814, oramai cieco, si ammalò di tifo nervoso e morì a Napoli, dove fu seppellito nella chiesa di Santa Sofia (tomba andata dispersa) insieme al collega Antonio Sementini.
Socio di molte accademie italiane ed estere, ebbe amicizia e commercio epistolare con i nomi più noti ed importanti del panorama scientifico europeo dell’epoca, tra cui S. Canterzani, A. von Haller, G.C. Amaduzzi, L. Spallanzani e il ministro G. Zurlo, di cui fu medico personale.
Andria fu socio fondatore e membro del Real Istituto d'Incoraggiamento e del Comitato Centrale di Vaccinazione, oltreché di molte altre Accademie italiane ed estere.
In alcune sue opere l’Andria sviluppò alcune nozioni fisiologiche proprie di A. von Haller, il quale riconduceva l’attività dei vari organi alle proprietà dell’irritabilità e della sensibilità.
Nelle sue opere l’Andria considera la vita come una forza inerente alla materia vivente, attribuisce il principio della vita al fluido galvanico, cioè al fluido elettrico animale, forza da lui denominata "eccitabilità", riconducendo la sede di tale principio nell’uomo nel cervello e nei nervi.
Dello stesso principio vitale trattò anche J. Brown il quale, però, ne sottolineò la caratteristica di passività, sempre cioè abbisognevole di stimoli, a differenza dell’Andria che ne sottolineava l’attività, sempre spontaneamente esplicabile.