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ALDINI Giovanni (10 aprile 1762 – 17 gennaio 1834)

ALDINI Giovanni

Giovanni Aldini (fisico, ricercatore, medico ed artista italiano, Bologna, 10 aprile 1762 – Milano, 17 gennaio 1834).
Nipote di uno zio illustre, Luigi Galvani, fu professore all’Università di Bologna dal 1798 al 1807.
Studiò filosofia e fisica e diffuse e volgarizzò le scoperte dello zio sull’elettricità animale. Incentrò i suoi studi sulle applicazioni dell'elettricità in campo medico e sull'illuminazione, sviluppando la costruzione di fari e dispositivi antincendio.
Tra il 1802 e il 1803 eseguì a Londra esperimenti spettacolari, forse anche raccapriccianti, studiando gli effetti della corrente elettrica su cadaveri animali ed umani.
Fu uomo celebre, anche se la celebrità gli venne forse più da una stranezza che dalle sue indubbie capacità. Aldini allestiva le sue dimostrazioni-spettacolo nel retro dei tribunali davanti a cui venivano eseguite le sentenze capitali: appena avvenute le impiccagioni prelevava i corpi e iniziava con gli esperimenti applicando elettrodi anche a corpi di animali e di uomini ai quali era stata mozzata la testa provocando contrazioni muscolari e l’apertura degli occhi, con grandissimo impatto sul pubblico. La sua figura probabilmente ispirò il personaggio del dottor Frankenstein nel famoso romanzo di Mary Shelley. I giornali del 1802 e del 1803 erano colmi delle descrizioni delle sue performance. Fu tra i precursori dell’elettroshock.
Nel 1807 pubblicò a Londra uno studio sul galvanismo intitolato An account of the late improvements in Galvanism nel quale asserisce che in determinate condizioni sarebbe possibile riportare in vita un cadavere mediante stimoli elettrici.
Fu un divulgatore. Qualsiasi nuova scoperta in campo scientifico, anche nelle materie a lui poco familiari, era oggetto della sua attenzione e si adoperava per divulgarla in tutta Europa.

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